Il peggiore: Il “Gourmand della moda”

Cosa dicono di noi sul Touring Club Italiano
settembre 22, 2017

Ebbene sì il peggiore è proprio lui il “Gourmand della moda”!

Perchè? Perchè il buongustaio della/alla moda, o della movida oserei dire, è colui che dopo aver solcato la soglia di un locale solo perché fa fico entrarci, inizia a fotografare i piatti che , badate bene, non ha ordinato ( -“perché io mi fido di X e mi sono trovato sempre bene”) senza, probabilmente, capire un cazzo di quello che sta mangiando.

E via giù a immortalare ,col suo bel smartphone da 8000 euri come direbbe Balasso, piatti a volte belli e a volte no e bottiglie di vino a go-gò, quasi sempre champagne ( perché mica vai a fotografare il Teresa Manara bianco ché lo bevono tutti) , allineate a mo’ di soldatini di piombo.

Ma la cosa più incredibile del finto erudito degustatore è che essendo stupido come una capra si fa sgamare subito, infatti lanciandosi lancia in resta nell’elogio sperticato della “ficheria” del locale,del proprietario,degli amici e delle amiche del proprietario con tanto di tacco 12 e Luis Vuitton presenti nella pubblica attività , difficilmente spiega cosa ha mangiato e come sia stato servito cioè non lo fa tecnicamente per permettere a noi, comuni cuochi o semplici appassionati col palato “allenatuccio”, come era cucinata quella roba lì e, soprattutto, cos’era quella roba lì, quindi in un certo modo mette da subito in evidenza la sua ignoranza in materia e il suo essere finto e talvolta anche subdolo.

E perché vi stareste chiedendo? Ma semplicemente perchè il “gourmand con la sciarpetta” non lo sa, non conosce le tecniche di cucina, non conosce le materie prime, fa solo finta di conoscerle, si nasconde dietro i social media e non sa neanche valutare se il servizio della brigata di sala sia stato all’altezza. Ha solo fatto un corso da sommelier e il cameriere in pub/pizzeria quando era all’università.

Egli loda il locale e la “situazione” e non il lavoro del cuoco ne tatantomeno quello del personale di sala, è un pecorone da gregge va dove vanno tutti e il bello è che tale soggetto essendo, però, un ammaliatore, una sorta di pifferaio magico mi verrebbe da scrivere, spinge i suoi “followers” a credere che ciò che egli scrive, posta o racconta al bar del centro durante il caffè del pomeriggio, sia vero. In realtà nessuno, tra chi non ci è mai stato in quel dato locale, potrà obbiettare.E non sia mai che qualcuno lo faccia perchè compierebbe il classico peccato di lesa maestà.

La prossima puntata sui giornalisti o giornalai del food! Stay tuned

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